Neuroscienze e realtà virtuale: un approccio innovativo per lo studio degli odori

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Sono sempre più numerose le aziende che pongono attenzione alla nuova frontiera dello studio degli odori, un settore che si sta diffondendo con intensità creando nuove strategie. Non basta più vedere e toccare, il profumo diventa un nettare inebriante.

Esiste una relazione tra olfatto e cervello, infatti i profumi sono in grado di influenzare le nostre funzioni cognitive e lo stato mentale. Gli odori hanno la capacità di stimolare diverse aree cerebrali generando emozioni e ricordi.

A tal proposito è stato condotto uno studio mirato ad indagare, attraverso l’utilizzo dell’elettroencefalogramma (EEG) e un visore di realtà virtuale (VR), l’impatto del profumo di lavanda e di limone, rispettivamente associati al rilassamento e all’attivazione, sull’impegno cognitivo dei partecipanti nell’ascolto di  due messaggi: uno di benvenuto e uno informativo. Questi ultimi venivano ascoltati durante un viaggio in treno da Roma a Milano, simulato appunto con la VR.

La VR ha contribuito alla creazione di un ambiente altamente immersivo sull’esperienza di viaggio in treno semplificando l’esperimento da complicazioni come: l’eccessivo costo del viaggio reale, l’impossibilità di controllare le variabili ambientali (rumori di sottofondo, elementi distrattori, etc), limitando i tempi. L’EEG invece è stato fondamentale per analizzare l’impegno mentale dei partecipanti.

I risultati hanno mostrato un aumento significativo dell’impegno mentale per le persone sottoposte all’essenza di lavanda rispetto a quelle esposte al profumo di limone durante l'ascolto del messaggio di ritardo. Considerando le proprietà rilassanti della lavanda, i risultati forniti dal presente lavoro sembrano indicare che uno stato di calma crea la condizione per una migliore elaborazione delle informazioni fornite relativamente ad un ritardo. L’impatto dell’odore inoltre agisce anche se non sempre le persone ne sono consapevoli. Infatti, nonostante tutti i partecipanti siano stati esposti ad un odore specifico (limone o lavanda) durante l’esperimento, più della metà del campione (57%) ha dichiarato di non aver sentito la presenza di un odore e solo il 21% ha riconosciuto correttamente la specifica fragranza a cui erano stati esposti.

Questa ricerca mostra come l’utilizzo dell’EEG si è rivelato fondamentale per comprendere gli effetti cognitivi associati ai profumi impossibili da osservare a livello verbale. L’approccio combinato di indicatori di neuroscienze e realtà virtuale è risultato vantaggioso e può aprire la strada ad altre applicazioni per misurare l’impatto di stimoli olfattivi nelle attività di marketing e di comunicazione.

Articolo realizzato in collaborazione con: Simona Ceccarelli, Valeria Mantelli ed Olivia Ramdin.
Silvia

Web and Social Media Content Manager